Segnalzione in Centrale Rischi: cosa comporta

Quando si viene segnalati alla Centrale Rischi della Banca d'Italia e quando costituisce un segnale d'allarme

Sei stato segnalato in Centrale Rischi?
Niente panico. 

Siamo tutti segnalati in Centrale Rischi ogni volta che contraiamo un debito verso le banche superiore a 30mila €


La Centrale Rischi (detta anche CR) è infatti il sistema informativo della Banca d’Italia che raccoglie le informazioni sui rapporti di credito tra le banche e la loro clientela. Non è una blacklist di cattivi pagatori, ma un sistema che raccoglie informazioni sia positive che negativeutilizzate dagli intermediari finanziari per valutare la finanziabilità della clientela.

Tutti gli intermediari finanziari sono tenuti a segnalare alla Banca d'Italia tutti i clienti con un debito o una garanzia superiore ai 30.000€, siano essi privati o imprese.  Le segnalazioni  cessano quando il debito scende sotto la soglia dei 30.000 € o è estinto. 

Conoscere la propria Centrale Rischi

I dati riportati nella Centrale Rischi sono coperti dal segreto d'ufficio, ma è sempre possibile conoscere quali informazioni sono riportate sul proprio conto richiedendo qui l'accesso ai dati registrati a proprio nomeIl rapporto della CR si presenta suddiviso in diverse sezioni, una per ogni intermediario finanziario con cui è attivo un rapporto di credito o garanzia. Una tabella riassuntiva riporta i dettagli sulla tipologia e l’entità dei finanziamenti.

Attenzione a: sconfinamenti di fido, conto in rosso e sofferenze


La maggior parte delle informazioni sono di carattere generale, ma è bene verificare che non siano segnalati:  

  • sconfinamenti di fido; ovvero un utilizzo del fido superiore a quanto accordato dalla banca (ad esempio nel caso di utilizzo di carte di credito)

  • inadempienze: come la presenza di rate scadute e non pagate, la ristrutturazione di un credito o la segnalazione di incaglio (con il quale si segnala la momentanea difficoltà economica del soggetto);
  • sofferenze: la segnalazione di sofferenza indica che il soggetto versa in una situazione di grave e prolungata insolvenza e il credito non è considerato recuperabile dalla banca. 

La presenza di una di queste informazioni  rappresenta un segnale di allarme per il sistema bancario e un potenziale motivo di rifiuto a eventuali richieste di finanziamento.

Utilizzo del fido sopra il 75%: si rischia la tensione finanziaria


Tra i dati a cui è necessario porre attenzione, ci sono anche le voci di accordato operativo e utilizzato. Il primo indica l’ammontare del credito concesso dalla banca e utilizzabile dal cliente, il secondo l’importo effettivamente utilizzato dal cliente. Queste informazioni sono necessarie per misurare la tensione finanziaria.

La tensione finanziaria è data dal rapporto utilizzato/accordato operativo di alcune tipologie di finanziamento:

  • rischi autoliquidanti: ovvero i finanziamenti concessi dalla banca a clienti che vantano crediti nei confronti di terzi, di cui l’intermediario finanziario si rende acquirente. Un esempio di rischi autoliquidanti sono gli anticipi sulle fatture e le operazioni di factoring;
  • rischi a revoca: linee di credito in conto corrente utilizzabili dal soggetto nei limiti fissati contrattualmente, per i quali l’intermediario si riserva la facoltà di revoca anche in assenza di giusta causa (la classica carta di credito);
  • rischi a scadenza: crediti restituiti ratealmente dal cliente, come mutui, leasing e i prestiti personali; 

Nei primi due casi si parla di tensione finanziaria se il rapporto supera il 75%. Sebbene infatti potenzialmente si possa utilizzare il 100% del fido accordato, superata la soglia del 75% viene considerata più probabile l’ipotesi di sconfinamento. La percentuale del 75% è pertanto una soglia prudenziale che è consigliabile non superare.

Per le linee di credito a scadenza, invece, il rapporto mensile utilizzato/accordato dev’essere pari al 100%, perché l’utilizzato in questo caso rappresenta la rata pagata. Una percentuale diversa indica, infatti, che la rata non è stata pagata completamente.

La Centrale Rischi condiziona l'accesso al credito

La Centrale Rischi fornisce indicazioni che possono determinare non solo l’accesso al credito, ma anche le condizioni a cui tale credito verrà concesso. Tutte le banche ricevono infatti mensilmente dalla Banca d’Italia la CR dei propri clienti. Inoltre, la CR viene interrogata ogni volta che un nuovo cliente avanza una richiesta di finanziamento, per verificare la puntualità nei pagamenti dei debiti contratti con altre banche.

 La lettura di questo documento è dunque fondamentale per monitorare la salute della propria impresa e garantirle l’accesso al credito in ogni sua forma e in ogni momento.

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