Roncadin, storia di una rinascita

Con s-peek ci piace scoprire storie poco note di aziende notevoli. Oggi parliamo di Roncadin, protagonista di una rinascita insperata.

Sono le 5.30 del mattino quando il 22 settembre 2017 gli stabilimenti della Roncadin, azienda produttrice di pizze surgelate, prendono fuoco. Bruciano 6 mila metri quadrati di impianti, proprio là dove si trovano le 4 linee storiche di produzione. Quando le fiamme saranno finalmente spente, si conteranno 50 milioni di danni.


Quella dell’incendio della Roncadin e della sua rinascita è soprattutto una storia di solidarietà. Il giorno dopo il disastro, la Autotrasporti Tavano offre gratuitamente i propri mezzi per spostare le materie prime nei magazzini decentrati, mentre la Zerbinati, azienda che quelle materie prime le produce, regala una partita di verdura per la farcitura della pizza. Anche Henkel Italia e Banca Friulovest partecipano alla cordata di solidarietà, la prima dilazionando i pagamenti e la seconda congelando le rate del mutuo dei dipendenti della Roncadin.

Rinascere dalle ceneri

Facciamo un salto indietro nel tempo, a qualche mese prima del rogo. I bilanci del 2016 ci dicono che la Roncadin è un’azienda dal fatturato di 97 milioni e un utile di 3 milioni. s-peek ci racconta di una società economicamente e finanziariamente ben gestita, con un rating di BBB e una probabilità di default piuttosto bassa.

Eppure qualche macchia c’è. I valori del leverage sono alti, segno che l’indebitamento dell’azienda è elevato. Gli indici di liquidità e redditività invece mostrano buoni valori e complessivamente la situazione economico-finanziaria è equilibrata.

Poi, nel settembre del 2017, il rogo. Ci si aspetterebbe vedere crollare tutti i valori e invece la Roncadin chiude l’anno con un fatturato di 128 milioni e utili per 7 milioni. E, manco a dirlo, il rating si assesta sempre su BBB.

Ma come è riuscita a risollevarsi la Roncadin?

All’indomani dell’incendio si decide di portare avanti la produzione con le sole due linee rimaste. I turni di lavoro vengono rivisti per garantire la produzione 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Già 4 giorni dopo il rogo la Roncadin “sforna” 238 mila pizze e in brevissimo tempo riesce a tornare ai livelli di produzione precedenti superando i 2 milioni di pezzi a settimana.

Ma la famiglia Roncadin sa che per ripartire serve una strategia a lungo termine e attua un piano di investimenti da 35 milioni per la costruzione di nuovi e più efficienti impianti. Lo si vede bene nel bilancio del 2018, dove le attività immobilizzate passano da 30 a 63 milioni.

Nel giro di un anno la Roncadin torna a crescere. Il 2018 si chiude con un fatturato di 118 milioni, mentre i valori del ROI e del ROE superano di gran lunga la media settoriale. Non solo non è stato lasciato a casa nessuno, ma il numero di dipendenti è addirittura cresciuto. Tutto questo non sarebbe potuto accadere senza una gestione economico-finanziaria intelligente e oculata.

Ma come abbiamo detto all’inizio, questa è soprattutto una storia di solidarietà: per la strenna di Natale del 2018, Roncadin sceglie di donare ai propri dipendenti i pandori Melegatti, da poco tornati sugli scaffali dei supermercati. 

Con questa storia a lieto fine ci salutiamo e ti auguriamo buon Natale e buone feste. Ci rivediamo a gennaio, pronti per ricominciare con una nuova energia.

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