Report PMI: qual è lo stato di salute delle imprese italiane?

L'analisi dell'andamento delle piccole e medie imprese italiane

  • Qual è stato l'impatto della crisi energetica sulle PMI italiane?
  • Come è stato l’andamento dell'attività economica nel 2023 e come modificherà il merito credito delle imprese nel 2024?
  • Quanto sono esposte le imprese italiane ai danni provocati dagli eventi climatici? 

Sono queste alcune delle domande a cui prova rispondere il Report PMI 2023, l’indagine annuale condotta da modefinance sullo stato di salute delle PMI italiane. L'indagine prende spunto dall’analisi finanziaria degli ultimi bilanci disponibili, per proseguire con un approfondimento sull’evoluzione del merito creditizio nel 2024 di alcuni settori selezionati. Quest'anno, per la prima volta, viene inoltre  proposta un’analisi sulla capacità delle PMI italiane di affrontare le sfide legate alla sostenibilità, realizzata attraverso le metodologie di rating ESG.


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Il campione considerato  comprende circa 97 mila imprese con fatturato fino a 50 milioni di euro e un numero di dipendenti compreso tra 10 e 250, ed è rappresentativo del tessuto industriale italiano, dominato da piccole e medie imprese.

Stabili di fronte a guerre e crisi 

I principali risultati economico-finanziari emersi dall’analisi dei bilanci indicano una generale stabilità delle aziende italiane rispetto all’anno precedente. Il 32% delle aziende ha infatti mantenuto inalterata la propria classe di rating, dimostrando una resilienza anche di fronte alle complesse questioni geopolitiche che hanno caratterizzato il 2022. 

La distribuzione delle imprese rivela che lo stato di salute di oltre la metà del campione può essere considerato adeguato. Si registra inoltre con un leggero aumento delle imprese nelle classi più alte, mentre le imprese con situazioni di forte vulnerabilità sono diminuite. Tuttavia, si osserva una contrazione del fatturato aggregato, principalmente a causa della riduzione del volume d’affari, e un aumento dei costi per le materie prime, che incide sui margini delle imprese. 

Distribuzione delle aziende per classe di rating MORE

Uno sguardo al futuro: l’andamento delle imprese nel 2024

Il 2023 è stato caratterizzato da eventi significativi – come la crescita dell’inflazione, eventi climatici estremi e restrizioni sul credito – che hanno condizionati diversi settori. Gli effetti di tali eventi saranno visibili solo a partire dalla seconda metà del 2024 con la pubblicazione dei bilanci relativi all’esercizio precedente, ma, attraverso l'uso combinato di modelli previsionali di nowcasting e forecasting, è stata realizzata una proiezione  dell’andamento di alcuni settori chiave. I settori analizzati, scelti a titolo esemplificativo e in quanto toccati direttamente dagli eventi 2023, sono i seguenti: alimentare, Grande Distribuzione Organizzata e costruzioni. In tutti i settori analizzati si prevede una sostanziale stabilità anche per il 2023, con la maggioranza delle imprese che manterrà inalterato il proprio equilibrio economico-finanziario. Nel settore delle costruzioni, tuttavia, si osservano i primi segnali di rallentamento che porterà circa il 18% delle imprese a subire un declassamento nel merito creditizio nel 2024.

La sfida della sostenibilità: la valutazione ESG delle PMI italiane

Se l’analisi finanziaria rimane imprescindibile, non è più possibile oggi guardare al profitto come l’unico scopo dell’attività imprenditoriale. La sfida posta dal cambiamento non solo climatico, ma anche culturale, impone di considerare l’impresa anche in base all'impegno verso la società e l’ambiente in cui è inserita. Tale consapevolezza ha portato negli ultimi anni alla nascita di un nuovo paradigma valutativo, volto ad analizzare le imprese sotto al profilo dell’impatto ambientale (E- Environmental), sociale (S - Social) e amministrativo (G - Governance). Le valutazioni ESG (Ambientali, Sociali e di Governance) assumono un ruolo sempre più rilevante nell’accesso al credito, in un mondo che premia e promuove l’impegno delle imprese verso la sostenibilità con politiche attive di finanziamento e con un migliore posizionamento sul mercato.

L’ultima parte dell’indagine propone dunque un approfondimento sulla sostenibilità delle imprese italiane. I risultati dell’indagine mostrano una buona performance delle imprese analizzate, con una distribuzione principalmente nelle classi più alte e intermedie. Settori come l’agricoltura, l’energia e il commercio risultano più esposti ai danni ambientali, mentre i settori dei servizi, della tecnologia e finanziario presentano una solida struttura di governance e minor impatto economico da eventi climatici estremi.

In conclusione

In conclusione, le PMI italiane risultano in grado di affrontare le molteplici sfide poste dal mondo contemporaneo. Nonostante un 2022 complicato, la maggior parte delle imprese italiane ha saputo mantenere inalterato il proprio stato di salute, e la proiezione del merito creditizio dei settori analizzati lascia presagire un andamento stabile anche per il futuro. Sul fronte della sostenibilità, le imprese mostrano una consapevolezza crescente riguardo alle tematiche ambientali e sociali, dimostrando di avere tutte le carte in regola per trasformare questa grande, importantissima sfida, in opportunità di crescita e miglioramento.

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