Rating di credito: quanto sono affidabili?

Di fronte alla valutazione (positiva o negativa) di un’impresa è lecito domandarsi quanto affidabile sia il giudizio.   
In che misura definisce lo stato di salute di un’azienda? Da chi è stato emesso? E soprattutto, da chi è stato richiesto? Per rispondere a tali domande è sufficiente avere chiare alcune nozioni.

Due valutazioni differenti: rating e credit score

Innanzitutto, è importante distinguere fra rating e credit score.

Il credit score 

Il credit score è un punteggio di affidabilità creditizia calcolato da un algoritmo o di un sistema statistico. L'analisi prende in considerazione solamente i parametri quantitativi; in altre parole, il credit score è calcolato sui dati di bilancio di un'azienda e fornisce un'indicazione del sui equilibrio economico-finanziario.

Servizi di score sono spesso disponibili via software o app come s-peek e sono un utile strumento per le PMI per ottenere a costi contenuti e in maniera intuitiva una valutazione immediata dell'affidabilità di clienti e partner commerciali.

Il rating

Il rating è invece un’opinione di merito creditizio, ovvero un parere sulla capacità di un’azienda di generare le risorse necessarie a far fronte agli impegni finanziari contratti. In Europa, solamente le Agenzie di Rating riconosciute dall’ESMA (European Securities and Markets Authority), tra cui modefinance, possono emettere rating. L’analisi prende in considerazione non solo le caratteristiche economico-finanziarie, ma anche parametri qualitativi non misurabili in termini matematici, come l'esperienza del management nella gestione dell’impresa e la stabilità del Paese in cui opera. A differenza del credit score, un rating richiede pertanto l’intervento di un’analista finanziario e fornisce una certificazione della salute dell'impresa di fronte a istituti di credito e investitori privati.

La differenza tra solicited e unsolicited

Le motivazioni che possono portare alla richiesta di rating sono principalmente due:

  • per ricevere una certificazione dello stato di salute della propria impresa;
  • per ottenere un’opinione sull’affidabilità creditizia della controparte.

Quando il rating è richiesto dall'azienda stessa oggetto della valutazione si parla di rating solicited (“sollecitato”); quando invece è richiesto da un soggetto terzo viene definito unsolicited.

La principale differenza è la disponibilità di informazioni per la valutazione. È chiaro infatti che nel caso di rating solicited è nell’interesse stesso del committente fornire tutti i dati e le informazioni necessarie ad un esame approfondito, mentre i rating unsolicited si basano esclusivamente sulle informazioni pubbliche disponibili (bilanci, assetto societario, rischio paese, ecc).

Rating pubblico o privato?

Dunque anche un imprenditore che non ne abbia mai fatto richiesta potrebbe trovarsi di fronte a un rating sulla propria società diffuso a sua insaputa?

Assolutamente no.

I rating possono essere pubblici o privati. La differenza è ovvia, ma va specificato che un rating privato può essere condiviso con un numero limitato di persone e può essere utilizzato solo per valutazioni interne. Al contrario, i rating pubblici hanno valore di certificazione e consentono di ottenere finanziamenti a tassi più agevolati, attrarre investitori, incrementare la visibilità dell’impresa, ecc.

In entrambi i casi, l'Agenzia di Rating ha il dovere di notificare al soggetto valutati il rating assegnato e di accertarsi dell’avvenuta notifica. A sua volta l’entità valutata ha tre giorni di tempo per appellarsi nel caso in cui riscontrasse errori fattuali nella valutazione.


Da chi vengono pagate le Agenzie di Rating?

Da chi debbano essere pagate le Agenzie di Rating per le valutazioni emesse, è una questione complessa e spesso dibattuta, in quanto tocca problematiche relative al conflitto di interessi.

Semplificando, possiamo dire che esistono tre diversi modelli di pagamento:

• il modello issuer-pay: il rating è pagato dal soggetto valutato. I rating solicited seguono questo modello;

• il modello investors-pay: il rating è pagato dall'investitore, ovvero colui che ha richiesto il servizio (modello adottato per i rating unsolicited);

• il modello subscriber-pay: i rating sono distribuiti tramite abbonamento ai sottoscriventi del servizio.

Per una piccola e media impresa richiedere l’emissione di un rating per ogni possibile partner commerciale può rivelarsi eccessivamente oneroso e addirittura superfluo.

Rimane tuttavia prioritaria l’esigenza di informazioni circa lo stato di salute dei propri clienti e fornitori; per questo s-peek, oltre a classificare gratuitamente dell’aziende su tre livelli di rischio, fornisce attraverso i report FLASH e Extended12M anche approfondimenti e informazioni dettagliate che consentono all'utente di valutare facilmente le opportunità commerciali.

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