Microimpresa o PMI: a quale categoria appartiene la tua azienda?

Sono molte le iniziative di finanziamento a sostegno delle PMI. Ma chi può definirsi una PMI?

Le PMI sono il principale motore dell'economia europea e sono molte le iniziative di finanziamento attuate dagli stati europei per sostenere la crescita di questo settore (come, ad esempio, il progetto di basket bond per le PMI campane di cui abbiamo recentemente parlato sul blog di s-peek)

Tuttavia non tutte le imprese potenzialmente beneficiarie sanno di rientrare in questa categoria. 

Per semplificare si definiscono PMI le imprese con un fatturato compreso tra i 10 e 50 milioni e tra i 10 e 250 occupati

In realtà è un po’ più complesso di così

Un’impresa potrebbe essere considerata micro, ma se ha accesso a ulteriori risorse significative potrebbe comunque essere ammissibile alla qualifica di PMI.

Vediamo dunque come verificare se un’azienda è una micro, piccola o media impresa.

Che cos'è un'impresa?

Prima di andare a vedere i criteri che definiscono le PMI, sgombriamo il campo da ogni dubbio.

L'Unione Europea definisce infatti impresa ogni entità che, a prescindere dalla sua forma giuridica, eserciti un’attività economica. Lo scopo di lucro è il discrimine: quindi lavoratori autonomi, imprese familiari e cooperative sociali rientrano in questa definizione, mentre le associazioni e le fondazioni senza scopo di lucro no.

Le dimensioni

Per verificare se un’azienda rientra tra le PMI, è innanzitutto necessario controllare:

  • il fatturato o, in alternativa, il totale attivo;
  • Il numero di occupati, o, più correttamente, di effettivi

Gli effettivi sono tutti coloro che hanno lavorato nell’impresa o per conto di essa a tempo pieno.

Nel conteggio bisogna considerare anche i soci che svolgono attività regolare e i proprietari gestori (imprenditori individuali), ma non i dipendenti in congedo di maternità o parentale, i contratti di apprendistato e gli stage o tirocini formativi.

Gli effettivi vengono calcolati in unità di lavoro-annuo (ULA), dove una persona vale una unità. I lavoratori stagionali e i contratti part-time vengono invece conteggiati in frazioni di unità (qui un esempio)

In base a quanto detto, le imprese si suddividono in:

  • microimprese: imprese con meno di 10 occupati e fatturato annuo o totale attivo non superiore a 2 milioni di euro.
  • piccole imprese: imprese con meno di 50 occupati e fatturato annuo o totale attivo annuo non superiore a 10 milioni di euro.
  • medie imprese: imprese con meno di 250 occupati e fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro oppure un totale attivo non superiore a 43 milioni di euro.
  • grandi imprese: imprese con più di 250 occupati e fatturato superiore a 50 milioni di euro o totale attivo superiore a 43 milioni di euro.

Ma cosa succede se un’azienda alla chiusura del bilancio si rende conto di aver superato le soglie di effettivi o di fatturato? Può perdere lo stato di PMI?

No, il passaggio di dimensione avviene solamente se l’impresa supera le soglie previste per due esercizi consecutivi o in caso di fusione o acquisizione. In quest’ultimo caso l’eventuale passaggio da PMI a grande impresa avviene immediatamente.

Le risorse esterne

Come abbiamo visto, fusioni e acquisizioni possono determinare la perdita dello stato di PMI. Ma tra le imprese possono sussistere altre tipologie di rapporto che possono incrementare le risorse dell’azienda e le sue reali dimensioni. Per questo motivo occorre stabilire se l’impresa è:

  • un’impresa autonoma
  • un’impresa associata
  • un’impresa collegata

Imprese autonome

Vengono definite autonome le imprese totalmente indipendenti oppure che detengono partecipazioni inferiori al 25% del capitale o dei diritti di volto in una o altre imprese. Lo stesso vale nel caso in cui siano soggetti esterni a detenere quote nell’impresa nella misura indicata.

In alcuni casi vengono considerate autonome anche le imprese di cui è detenuta una partecipazione fino al 50% da parte di specifici investitori, come ad esempio  società di capitali di rischio.

Per verificare se un’impresa autonoma rientra tra PMI è sufficiente controllare il numero di occupati e i dati finanziari contenuti nei suoi conti annuali.

Imprese associate

Due imprese si definiscono reciprocamente associate se una detiene quote comprese tra il 25% e il 50% del capitale o dei diritti di voto dell’altra.

In questo caso dovranno essere aggiunti ai dati della singola azienda anche una parte degli effettivi e del fatturato di tutte le imprese associate, in proporzione alle quote detenute.

Facciamo un esempio. 

La azienda A ha un fatturato di 10 milioni di euro e 15 dipendenti a tempo pieno. Di per sé rientrerebbe quindi nella categoria delle piccole imprese. Da tempo però detiene il 35% del capitale di B e di recente il 45% delle quote dei diritti di voto di A è stato acquisito dalla multinazionale C.

La azienda A può ancora essere considerata una PMI? 


Per verificarlo dovremo sommare: fatturato e numero di effettivi di A + 35% del fatturato e degli effettivi di B + 45% de fatturato e degli effettivi di C. 

Nel caso di aziende associate, anche i dati di eventuali imprese collegate a quelle associate dovranno essere presi in considerazione nella verifica dei requisiti.

Imprese collegate

Due o più imprese si definiscono collegate se costituiscono un gruppo e una esercita il controllo o un’influenza dominante sulla maggioranza dei diritti di voto di un’altra. 

In questo caso dovranno essere considerati nella verifica dello stato di PMI anche i dati di fatturato e tutti gli effettivi di ogni impresa collegata.

Due o più imprese sono collegate se esiste tra loro uno dei seguenti rapporti:

  • un’impresa detiene la maggioranza (51%) dei diritti di voto di un’altra;
  • un’impresa dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante;
  • un’impresa esercita un’influenza dominante su un’altra per contratto o statuto o per accordi con altri soci.

All’interno dei report Extended12M di s-peek sono elencati tutti i soci dell’azienda e la percentuale di possesso. Puoi utilizzare questi dati per verificare se un’azienda è associata o collegata ad altre. Non sono però indicate eventuali quote detenute dall’azienda in altre società. Un’analisi approfondita della struttura della società è invece presente all’interno dei rating di modefinance.

Le opportunità di finanziamento

Molte sono le iniziative intraprese dai singoli stati e dall’Unione Europea per sostenere la crescita delle PMI, dall’introduzione di strumenti di finanza alternativa ai programmi di finanziamento.

Anche per le microimprese, le start-up e ditte individuali esistono numerose opportunità di sostegno. Una panoramica di tutte le iniziative di finanziamento dirette e indirette attuate dall’Unione Europea si può trovare a questo link: https://europa.eu/youreurope/business/finance-funding/getting-funding/access-finance/index_it.htm

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