Le prime 3 voci da guardare in un bilancio

Guida pratica all'interpretazione di un bilancio

“L'utile e il patrimonio netto non bastano a capire se un'azienda è sana. L'attività rende? Quanto è indebitata la società? È in grado di pagare i propri fornitori?"

Nella prima parte di questo articolo, ci eravamo lasciati con queste domande. Vediamo ora le prime voci da controllare in un bilancio per farsi una prima idea della salute di una società. Con una premessa: non tutte le imprese sono obbligate alla redazione del bilancio, tale obbligo incombe solo alle società di capitali, che sono inoltre tenute a renderlo pubblico depositandolo presso il Registro delle Imprese. Quelle che andremo a vedere sono quindi le voci di un bilancio in formato digitale (formato xbrl), così come lo si può scaricare dal Registro delle Imprese.

Prospetto del Conto Economico all'interno di in 

L'attività rende?

Per capire se un’attività rende è innanzitutto necessario osservare i ricavi dalle vendite riportati nel conto economico e verificare se hanno registrato una crescita nel corso del tempo. Per questo, l'analisi di una società non dovrebbe mai basarsi solo sull'ultimo bilancio d'esercizio, ma è sempre opportuno confrontare i bilanci di più anni consecutivi, al fine di comprenderne l'andamento nel tempo.

Inoltre è necessario confrontare i ricavi dalle vendite con i costi di produzione. Non è nemmeno necessario impegnarsi in una sottrazione, basta scorrere fino al MON , il Margine Operativo Netto, che indica il margine, positivo o negativo, che la società trae dalla sola vendita dei propri prodotti/servizi. Un MON negativo indica che il core business della società è in perdita, per quanto l’utile possa essere ugualmente positivo: nell'utile confluiscono infatti anche i proventi e gli oneri derivati da operazioni di natura finanziaria, che possono influire sul risultato d'esercizio.

Indice di riferimento

ROI = MON / Totale attivo

(qui altri indici di redditività)

Quanto è indebitata la società?

A questa domanda possiamo trovare risposta dando un’occhiata al totale delle passività nello stato patrimoniale,  ovvero a quanto ammontano i suoi debiti. 

Il valore in sé ci dice poco o nulla, se non lo confrontiamo con il patrimonio netto, che costituisce il capitale della società per il quale non vi alcun vincolo di restituzione; principalmente il capitale sociale versato dai soci e l'utile netto conseguito negli anni e non distribuito (riserve).

Da un lato quindi abbiamo le passività, che indicano il capitale confluito nell’impresa da fonti esterne; e dall’altro abbiamo il patrimonio netto, ovvero le fonti di finanziamento interneA quale delle due l’impresa fa maggior ricorso?

Possiamo scoprirlo dividendo il totale delle passività per il patrimonio netto. Se il rapporto è maggiore di 1, l’impresa fa più ricorso alle fonti di finanziamento esterne che al capitale proprio. La situazione comincia a farsi preoccupante quando il rapporto è superiore a 2, ovvero quando i debiti della società sono il doppio del capitale proprio.

Indice di riferimento
Leverage = Passività / patrimonio netto

(qui altri indici di solvibilità)

Ma un conto è avere un indebitamento elevato a causa di un prestito magari appena ricevuto e da restituire nel tempo, un altro è avere i creditori alle porte. L’altro aspetto da controllare è quindi se le passività sono composte principalmente da debiti a medio/lungo termine (passività consolidate) o da debiti breve termine (passività correnti o esigibilità). Sotto questi ultimi troveremo i debiti che l’impresa dovrà saldare entro l’esercizio successivo, tra cui ovviamente anche quelli verso i propri fornitori.

È in grado di pagare i propri fornitori?

Per ripagare i debiti a breve l’impresa deve disporre di liquidità o per lo meno di beni convertibili in breve tempo in contanti.

Rimaniamo quindi nello stato patrimoniale e andiamo a vedere la voce attività correnti o disponibilità; qui sono riportate le risorse di denaro liquido dell’azienda e quelle che si presume possano essere convertite in denaro entro un anno. Troveremo qui quindi anche i crediti verso i clienti, le scorte di magazzino e eventuali titoli o partecipazioni detenute in altre imprese. In linea di massima, le attività correnti dovrebbe essere almeno una volta e mezzo le passività correnti.

Indice di riferimento
Current Ratio = Attività correnti / passività correnti 
(qui atri indici di liquidità)

L’analisi potrebbe andar oltre, ma con questi primi tre punti possiamo già intuire se la gestione economico patrimoniale è ben bilanciata. La prossima volta che consulterai un report Extended12M puoi partire proprio dalla sezione dei bilanci e provare a farti un'idea dello stato di salute della società sulla base degli ultimi 3 bilanci depositati

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