Crisi d'impresa: cosa cambia da settembre?

Prevista per il 1° settembre l'entrata in vigore del nuovo codice della crisi d'impresa. Cosa cambia per le aziende?

Del nuovo Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza è difficile non aver mai sentito parlare. L’entrata in vigore della nuova normativa era prevista già nell'agosto del 2020, ma a seguito degli effetti della pandemia, è stata posticipata al 1° settembre 2021.

La normativa segna un cambio culturale nella gestione delle crisi d’impresa, non più definita come lo stato di “difficoltà economico-finanziaria” di un’azienda, ma come uno “stato di squilibrio economico-finanziario che rende probabile l’insolvenza del debitore". 

Il nuovo codice si fonda pertanto sull’introduzione di un sistema di allerta volto a individuare precocemente i segnali di crisi. Alle imprese è fatto pertanto obbligo la nomina dell'organo di controllo/revisore e  il monitoraggio a cadenza trimestrale della propria condizione di liquidità prospettica su un orizzonte temporale di 6 mesi.

Il sistema di allerta 

Il sistema di allerta proposto dalla normativa prevede il monitoraggio a cadenza trimestrale di 7 indicatori, organizzati secondo uno schema gerarchico.

Il primo di tali indicatori è il patrimonio netto; qualora quest’ultimo dovesse risultare negativo o inferiore alla soglia di legge, si deve presupporre ragionevolmente lo stato di crisi dell’impresa.

A seguire, l’analisi dev’essere orientata alla proiezione delle condizioni di liquidità dell’impresa su un orizzonte temporale di 6 mesi attraverso il calcolo del DSCR, il Debt Service Coverage Ratio. Tale indice che misura la capacità dell’impresa di ripagare i debiti finanziari in relazione ai flussi di cassa liberi previsti nell’orizzonte temporale considerato. Il risultato e dev'essere maggiore di 1, ovvero le disponibilità liquide dell'impresa a fine del periodo devono essere sufficienti a coprire gli impegni finanziari in scadenza.

Tuttavia, le imprese più piccole non sono spesso dotate di una struttura gestionale e amministrativa adeguata a dare una stima affidabile del DSCR. Per questo motivo, se il DSCR non fosse sufficientemente affidabile,  è possibile ricorrere al monitoraggio di 5 indici, le cui soglie di allerta sono differenziate per 10 settori di attività: 

  • indice di sostenibilità degli oneri finanziari, dato dal rapporto tra gli oneri finanziari ed il fatturato. Il parametro non deve essere superiore a 1,5% – 3,8% nelle rispettive categorie settoriali;
  • indice di adeguatezza patrimoniale, dato dal rapporto tra patrimonio netto e debiti totali. L’indice è critico se è minore al parametro settoriale;
  • indice di liquidità, dato dal rapporto tra attività a breve termine e passivo a breve termine. Tanto minore è la percentuale, tanto minori sono i crediti esigibili nel breve termine, destinati a coprire i fornitori e altri debiti a breve;
  • indice di ritorno liquido dell’attivo, in termini di rapporto tra cash flow e attivo. Questo indice misura la capacità dell’impresa di produrre flussi di cassa in rapporto a quanto si è investito nell’attivo. Valori elevati sono indice di elevata redditività.
  • indice di indebitamento previdenziale e tributario, in termini di rapporto tra l’indebitamento previdenziale e tributario e l’attivo. Questo indicatore deve assumere un valore inferiore alle soglie, che variano dal 2,9% al 14,6% nei vari settori.

Il check-up della salute d’impresa

Molti degli indicatori proposti dalla normativa rientrano tra i parametri osservati nel calcolo del rating d'impresa.

Sebbene non rientri tra gli indicatori previsti dalla normativa, il monitoraggio del rating può evidenziare il percorso dell’impresa nel tempo; in altre parole, se gli indicatori della crisi segnalano se l’impresa si trova o meno in uno stato di allarme, il rating evidenzia il trend di crescita, permettendo di individuare per tempo i fattori di criticitá.

Per facilitare il monitoraggio della salute d’impresa, modefinance, l'agenzia di rating di s-peek, e TeamSystem hanno realizzato una soluzione unica per il calcolo degli indicatori della crisi e del rating d’impresa: Check Up Impresa.

La soluzione automatizza tutte le attività di analisi e monitoraggio della salute d’impresa, dall’acquisizione dei bilanci fino all’elaborazione del rendiconto finanziario e del calcolo DSCR. Inoltre consente di calcolare il rating dell’impresa e le sue possibilità di accesso al Fondo Centrale di Garanzia, fornendo tutti gli strumenti per la valutazione delle possibilità di accesso al credito. Uno strumento per conoscere, monitorare, confrontare, per non trovarsi impreparati di fronte ai futuri obblighi normativi e a crisi impreviste.

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