Come ti calcolo il rating: l’indicatore di solvibilità

Come è calcolata la solvibilità di un'impresa?


"Oh, che bello, ci hanno dato un rating alto"
"Ma come? Come è possibile che sia questo il rating di questa società?"
"Solo BB? Ma se ha un fatturato enorme!"

Siamo sicuri che anche a te sia capitato di pensare qualcosa del genere.
E, chiariamoci, sono tutti pensieri assolutamente legittimi. È normale provare incredulità e diffidenza di fronte a una valutazione delle performance aziendali. Come sono state calcolate?

Dietro un giudizio di affidabilità – perché questo è il rating – non si cela alcun calcolo misterioso, ma solo un’attenta valutazione di quei fattori che incidono sull’equilibrio economico finanziario di una società.

Conoscere quali indici vengono presi in considerazione nell’analisi e quali informazioni forniscono sull’andamento dell’azienda, offre almeno due grandi vantaggi:

  • permette all'impresa un’autoanalisi del proprio stato di salute, consentendole di agire per tempo sui fattori più critici;
  • consente di valutare in maniera oggettiva e indipendente l’affidabilità di clienti e partner e attuare le misure necessarie per evitare di andare incontro a perdite di denaro.

Insieme ad Elisa Graffi, Rating Analyst di modefinance, nei prossimi tre articoli andremo a vedere quali sono gli aspetti presi in considerazione da S-peek per il calcolo del rating, illustrando nel dettaglio quali sono gli indici usati dall'algoritmo MORE per la valutazione di ciascuna delle tre macro-aree che determinano lo stato di salute di un'impresa: la liquidità, la redditività e la solvibilità.

Partiremo proprio da quest'ultima, vedendo come sono calcolati gli indici presi in considerazione, in particolare il Leverage e il Financial Leverage. E, alla fine dell'articolo, potrai effettuare tu stesso il calcolo di ogni indicatore e confrontare il tuo risultato con quello indicato da s-peek nell'analisi del rischio all'interno dei report Extended12m.

Cosa si intende per solvibilità

Per finanziare le attività un’impresa può attingere a diverse fonti, interne o esterne.  Gli indici di solvibilità forniscono indicazioni sull’utilizzo delle fonti di finanziamento, che si dividono tra:

  • il capitale di rischio (o capitale proprio), ovvero il capitale conferito dall’imprenditore o dai soci dell’azienda;
  • capitale di terzi, o capitale di prestito: include il capitale versato da soggetti esterni all’azienda, come i finanziamenti, obbligazioni e forniture 

È chiaro tuttavia - spiega Elisa Graffi- che ricorrere al capitale di terzi significa contrarre dei debiti. L'analisi della solvibilità consente di valutare se la gestione delle fonti di finanziamento è equilibrata e sostenibile e se l'impresa è in grado di far fronte ai debiti contratti.
Questa valutazione viene condotta mediante l'analisi di vari indici finanziari, il cui valore viene poi confrontato con il valore medio espresso dalle aziende operanti nello stesso settore e Paese.

Leverage: la misura dell'indebitamento

Il primo, fondamentale, indicatore da analizzare è il Leverage Ratio.
Questo indice misura l’indebitamento complessivo dell’azienda e può essere calcolato rapportando il totale dei debiti (passività) al patrimonio netto, ovvero il capitale proprio dell'impresa.

Un eccesso di debito, se non adeguatamente gestito, può rappresentare un rischio per l’azienda e i suoi investitori, portando a situazioni di tensione finanziaria. Tuttavia, se le operazioni di una società sono in grado di generare un tasso di rendimento più elevato rispetto al tasso di interesse sui suoi prestiti, allora il debito può contribuire ad alimentare la crescita. 

Come calcolare il Leverage

La formula utilizzata su S-peek per il calcolo del leverage è la seguente:

Leverage = Passività / Patrimonio Netto. 

Un leverage pari a 1 indica che l’utilizzo delle fonti è equamente distribuito tra capitale proprio e capitale di terzi. Se è maggiore di 1, le fonti esterne prevalgono su quelle interne.

In generale si può affermare che risultati compresi tra 0 e 2 evidenziano un’adeguata proporzione delle fonti di investimento, mentre valori superiori a 3 segnalano generalmente un squilibrio.

Va però considerato che questo parametro può variare sensibilmente a seconda del settore, del tipo di attività svolta, o del contesto in cui ci si trova ad operare. Ad esempio, le aziende manifatturiere in genere hanno un leverage più elevato rispetto a quelle del settore servizi, motivato dalla necessità di dover finanziare rilevanti investimenti in capitale fisso (macchinari, immobili, impianti...).
Da solo, perciò, il leverage non è sufficiente a dire se l'impresa mostri una solvibilità adeguata. Per essere accurata, l'analisi deve includere anche un altro indicatore: il Financial Leverage.

Financial Leverage: l'indice di indebitamento finanziario

Il leverage finanziario misura il solo indebitamento finanziario ed è calcolato come il rapporto tra il totale dei debiti finanziari -sia quelli a breve che a medio-lungo termine - e il capitale proprio dell'impresa.

Su S-peek, puoi calcolare il Financial Leverage rapportando le seguenti voci di bilancio:

Financial Leverage = Debiti Finanziari a breve temine + Debiti Finanziari a Medio-Lungo Termine / Patrimonio Netto

Anche in questo caso, in generale è possibile dire che più è alto il valore, maggiore è il ricorso ai finanziamenti esterni sui quali l’azienda è obbligata,  oltre al rimborso del capitale, anche al pagamento degli interessi passivi (ossia del costo del debito), esponendosi pertanto ad un rischio finanziario.

Un Financial Leverage molto elevato può essere un segnale di preoccupazione per gli investitori e i creditori, specie nel caso in cui l'impresa non si dimostri in grado di generare un sufficiente flusso di cassa da poter impiegare ai fini del rimborso del debito e degli interessi finanziari. Per questo motivo, è utile verificare se l'attività principale dell'impresa ha un rendimento tale da essere in grado di rimborsare anche gli interessi sul debito. 
Ma per far questo, è necessario passare all'analisi della redditività dell'impresa.

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