Come ti calcolo il rating: l’indicatore di solvibilità

Il rating di credito misura l’equilibrio economico finanziario di una società, analizzandola sotto diverse prospettive al fine di valutarne l’affidabilità creditizia, ovvero la sua capacità di generare risorse per far fronte ai propri debiti.

Non è dunque il singolo dato ad essere valutato, ma la gestione finanziaria complessiva dell’azienda.

MORE (Multi Objective Rating Evaluation), la metodologia di valutazione alla base di s-peek, si fonda sullo stesso principio e valuta la società analizzandola principalmente sotto il profilo della solvibilità, della liquidità e della redditività. Ciascuna area riceve un punteggio sulla base dei valori degli indici di bilancio, e il peso di ciascun coefficiente sul risultato del rating finale è determinato da un algoritmo che prende in considerazione diverse variabili, tra cui il settore e il Paese in cui opera l’azienda.

Gli indici di solvibilità

Per finanziare le attività un’impresa può attingere a diverse fonti, interne o esterne; gli indici di solvibilità forniscono indicazioni sull’utilizzo delle fonti di finanziamento, che si dividono tra il capitale di rischio (o capitale proprio), ovvero il capitale investito dall’imprenditore o dai soci dell’azienda, e il capitale di terzi, ovvero versato da soggetti esterni all’azienda, come banche, fondi di investimento, confidi, ecc.

È chiaro tuttavia che ricorrere al capitale di terzi significa per un’azienda contrarre dei debiti. La gestione delle fonti di finanziamento deve essere quindi equilibrata; in una situazione ottimale, il capitale interno dovrebbe essere maggiore del capitale preso a prestito.

Leverage

Per evidenziare la proporzione tra le fonti di finanziamento si ricorre principalmente al leverage.
Questo indice misura l’indebitamento complessivo dell’azienda e può essere calcolato rapportando il totale passività al patrimonio netto (totale attivo - patrimonio netto / patrimonio netto): se il risultato è pari a 1 l’utilizzo delle fonti è equamente distribuito tra capitale proprio e capitale di terzi, se è maggiore di 1 le fonti esterne prevalgono su quelle interne. In generale si può affermare che risultati compresi tra 0 e 2 evidenziano un’adeguata proporzione delle fonti di investimento, mentre valori superiori a 3 segnalano un forte squilibrio.

Financial Leverage

Oltre al leverage totale, rientra nella valutazione della solvibilità di un’azienda anche il leverage finanziario, che indica l’indebitamento finanziario complessivo dell’azienda (debiti totali finanziari / patrimonio netto): anche in questo caso, più è alto il valore, più indebitata risulta l’azienda.

Nella determinazione del MORE Credit Rating il coefficiente di solvibilità può avere un’influenza maggiore o minore a seconda del Paese e del settore in cui opera l’azienda.

Statisticamente le aziende italiane tendono ad essere sottocapitalizzate e per questo motivo il coefficiente di solvibilità ha un peso maggiore sul risultato del MORE Credit Rating rispetto a quello considerato per le aziende operanti in altri paesi europei.

Volendo quindi migliorare o mantenere alto il rating della azienda, un buon punto di partenza è dunque limitare (dove possibile) l’indebitamento e gestire in maniera equilibrata le fonti di finanziamento.

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