Cessione delle fatture: sì, ma quali?

Quali fatture conviene cedere? Lo dice il rating del debitore

La recessione causata dall’epidemia Covid-19 ha allungato nuovamente i tempi di pagamento delle fatture commerciali. Secondo lo European Payment Report 2020 di Intrum, il 35% delle aziende europee ha subìto nel 2020 una dilazione dei tempi di incasso delle fatture, con un aumento in Italia del 21,9% di imprese in ritardo nel pagamento dei fornitori di oltre 30 giorni.

Un problema a cui è possibile porre rimedio attraverso il factoring
Questa operazione consente di cedere ad un operatore specializzato le fatture esistenti e i crediti futuri prima della loro scadenza; l’impresa cedente ottiene subito l'importo dei crediti ceduti, al netto di una commissione che costituisce il guadagno del factor.

Rischio di insolvenza del debitore: su chi ricade?

Attraverso la cessione delle fatture le aziende possono ottenere subito la liquidità di cassa necessaria a proseguire con l'attività di impresa. Il costo dell’operazione dipende principalmente da due fattori: il rischio di credito insito nell’operazione e il soggetto su cui tale rischio ricade nel caso in cui il debitore ritardardasse nel pagamento o si rivelasse insolvente.

Gli scenari sono due, a seconda della tipologia di contratto stipulata;

  • con un contratto pro soluto: l’impresa cedente non deve rispondere dell’insolvenza del debitore e il rischio di credito viene trasferito al factor.
  • contratto pro solvendo: il rischio di credito rimane a carico del cedente, che risponderà dell’eventuale inadempienza del debitore.

La cessione pro soluto risulta chiaramente più vantaggiosa, in quanto la riscossione del credito è immediata e sicura. Per contro, i costi di commissioni applicati risulteranno più elevati. 

Factoring o invoice trading?

Quanto maggiore è il rischio di insolvenza dei debitori, tanto maggiore sarà la commissione applicata. Per stabilire il costo dell’operazione, il factor procederà dunque ad una valutazione della clientela dell'impresa cedente, quantificando il rischio dell'operazione in base al rating dei debitori e alla durata dei crediti. 

L'analisi può essere effettuata anche dall'impresa cedente analizzando il proprio portafoglio clienti con s-peek ; conoscere il rating permette infatti di individuare quale crediti cedere e quale tipologia di contratto può risultare più vantaggiosa. 

L'impresa potrebbe trovarsi davanti a due situazioni opposte:

  • un portafoglio composto principalmente da imprese con un rating elevato (da BB a salire): il cedente, constatata la bassa probabilità di insolvenza dei clienti, potrebbe optare anche per un contratto pro solvendo beneficiando dei costi più contenuti.
  • un portafoglio caratterizzato da imprese ad alto rischio di insolvenza: un contratto pro soluto offrirebbe al cedente la possibilità di trasferire il rischio sull'operatore e rientrare immediatamente del credito, al netto dei costi di commissione più.

In quest'ultimo caso tuttavia, il factor potrebbe non concedere il pro soluto; l'analisi del proprio portafoglio consente quindi anche di valutare a quale operatore rivolgersi. Oltre alle banche o alle società di factoring, da qualche anno è infatti anche possibile ricorrere anche all'invoice trading, una modalità che consente di cedere le fatture a investitori professionali attraverso piattaforme web specializzate. 

A differenza delle società di factoring, che richiedono solitamente la cessione di un intero pacchetto di crediti, l’invoice trading consente all'impresa di cedere le fatture singolarmente al migliore acquirente, ricevendo subito un anticipo pari a circa il 90% del valore nominale del credito. Quale modalità conviene maggiormente alle necessità dell'impresa e quale siano i crediti che più conviene cedere, lo determina solamente l'analisi del portafoglio clienti.

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